La Nostra Storia

Durante i primi anni venti, a Tivoli, in via Santa Croce; l’odierna Piazza Garibaldi; al piano terra dell’ex palazzo Conversi, il mio bisnonno, Gentile Bracchetti insieme alla moglie (Emma Mosca) e figli aprì il bar-cioccolateria denominato “Argentina” a seguito di una sua permanenza in quel luogo. Il locale conosciuto anche come “Bar con gli specchi “era molto rinomato e frequentato soprattutto dalla borghesia medio-alta del tempo; apprezzato per il caffè, il cioccolato caldo, i gelati, le granite, il budino di cioccolato con panna montata a mano e tanto altro. Il mio predecessore era un imprenditore all’avanguardia; fu uno dei primi a possedere una monta panna ad aria compressa e un sidecar con il quale arrivava fino a Tarquinia per caricare i sacchi di caffè crudo e potersi spostare nei dintorni di Tivoli per vendere il gelato. Arriviamo alla mattina del 26 maggio 1944, quando Tivoli fu oggetto di ripetuti bombardamenti da parte degli alleati (Americani) durante la Seconda Guerra Mondiale; in quel contesto la mia famiglia, come tante altre, ne rimase vittima e solo mio nonno Renato si salvò e qualche anno più tardi insieme a sua moglie, Fernanda Cipriani, rimise in piedi l’attività paterna che ben presto divenne anche ristorante.

Qualche anno più tardi la famiglia Garberini costruì, alle spalle del bar, un cinema- teatro a forma di arena chiamato” Italia”. Il bar aveva una “finestrella” che si affacciava sull’ingresso del cinema; è da lì che mia madre (Emma Bracchetti) allora giovanissima, distribuiva il budino di cioccolato con panna, durante le proiezioni dei film oppure in occasione delle feste di carnevale. C’erano anche le famiglie della domenica che nella bella stagione si sedevano in veranda per consumare un gelato o una granita al caffè con panna. Nel 1997 con il cinema ormai chiuso già da qualche anno (1985); dopo “appena” 50 anni di attività, mio nonno si ritirò per motivi di salute lasciando a me il difficile compito di continuare. In conclusione, vorrei dedicare questo mio racconto a tutti coloro che hanno collaborato con mio nonno e a tutti “quelli” del cinema Italia.

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